Mokele Mbembe: che cosa si sa di questa creatura? Può essere esistita davvero?

Uno degli hobby di molti bambini e persone è il collezionare oggetti, modelli e fossili di animali esistiti milioni di anni fa, i preferiti di tutti sono i dinosauri.

Essi hanno molto successo perché sono tra i primi animali che hanno messo piede sulla terra e che hanno vissuto in modo selvaggio tra erbivori e carnivori, grazie ai loro ritrovamenti è possibile sia crearli digitalmente e ricercare la loro storia capendo poi quale animale di adesso ha delle sue caratteristiche.

Nonostante l’asteroide che ne ha provocato l’estinzione, molte persone dicono di aver visto ancora oggi dei dinosauri che vivono nascosti in vari ambienti acquatici, uno di essi è molto simile al mostro di Loch Ness e viene chiamato Mokele Mbembe.

Chi è questo mostro? Che storia ha? È esistita davvero?

Che cosa si sa di questa creatura?

Il mostro chiamato Mokele mbmbe è una creatura che, nonostante sia un dinosauro, nel 1766 è stato avvistato la prima volta da un abate missionario francese nella Repubblica del Congo vicino ad un fiume, nella lingua dl posto fu chiamato Mokele Mbembe che significa nella lingua lingala “chi ostacola il fiume”.

Infatti nella Repubblica del Congo è presente un’immensa palude di circa 125.000 cm² e da quando fu avvistato dal missionario numerose sono state le ricerche di questo strano animale che purtroppo non furono ritrovate né tracce e nemmeno altri avvistamenti.

L’abate Proyar, dopo essersi ripreso dall’iniziale stato di shock e paura ha iniziato a descrivere l’animale visto come l’insieme di molti animali, un ibrido tra un ippopotamo, un leone, una coda di serpente, un elefante ed il collo di una giraffa, stranamente l’animale, oltre ad essere grosso era di piccole dimensioni, infatti il collo non arrivava nemmeno a 4 m.

Nel tempo poi sono arrivate altre testimonianze in cui qualcuno ha detto di averlo visto questo animale e di essere riuscito a fotografare una sua impronta nel fango, le foto sono state studiate con attenzione anche dagli zoologi ed etologi, in molti hanno scoperto che l’impronta ritrovata è molto simile all’orma di un ippopotamo dato che aveva 5 dita.

Anche chi ha scoperto per la prima volta questo ibrido ha detto che aveva 5 dita ma a distanza di anni e tempo qualcosa poteva essere cambiato.

Nel 1913 venne mandata al Camerun un’altra spedizione dalla Germania per cercare questo strano animale, ma il rapporto sulla ricerca e sullo studio dell’ambiente non venne mai pubblicato a causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale e la truppa tedesca, guidata dal barone Von Stein zu Lausnitz, dovette ritirarsi in patria.

Nel 1938 un’altra persona decise di recarsi sul posto per cercare questo animale, stessa cosa fece un erpetologo americano nel 1976, egli ebbe forse più fortuna perché parlando con uno stregone di un villaggio vicino gli avrebbe mostrato delle immagini di un dinosauro chiamato Diplocus (= un esemplare di dinosauro più piccolo del brontosauro), lo sciamano l’avrebbe riconosciuto chiamandolo Mokele Mbembe aggiungendo che esso si cibasse delle noci di cioccolato della giungla.

Negli anni ‘50 un naturalista, chiamato Ivan T. Sanders, che si era recato in quel posto per cercare tracce dell’animale fece una scoperta sconvolgente, nel Cameron occidentale, dove venne trovata l’orma, non poteva essere associata ad alcun pachiderma conosciuto perché non erano presenti

Durante gli anni ’80 un gruppo di scienziati avrebbe studiato l’ambiente circostante, ovviamente anche le rive del fiume, mostrando la quantità di rami spezzati e anche altre grosse orme che si dirigevano verso il fiume.

Nell’82 un uomo chiamato Macellin Agnagna si era recato sul posto sempre per cercare informazioni sulla creatura ma aveva portato dietro la sua macchina da cinepresa e disse di essere riuscito a filmare una creatura grande 5 m per circa 30 minuti poi essa scomparve nelle acque della palude.

Una volta poi fatto sviluppare il video e le immagini fotografiche si notava solo una macchia nera sull’acqua e a nulla sono servite le varie testimonianze di chi era con lui.

Può essere esistita davvero?

Le leggende sui mostri e dinosauri che sarebbero sopravvissuti all’asteroide sono davvero molte, esse sarebbero ancora vive perché al momento dell’impatto erano in un ambiente protetto come l’acqua, per questo sono riuscite a sopravvivere e ad arrivare fino ai giorni nostri ma i vari avvistamenti che arrivano ogni giorno non sempre possono essere veri.

Per un po’ di fama chiunque potrebbe dire di aver visto un animale diverso dal solito o qualche creatura sconosciuta, per questo vengono svolti vari studi sia sul luogo con potenti macchine e sia riascoltando varie volte il racconto delle persone.

Grazie a queste ricerche sono stati scoperti sì molte altre creature mai viste ma nessuna di esse è riconducibile all’aspetto del dinosauro descritto da chi lo ha avvistato ma grazie ad essi sono stati creati molti film che hanno aiutato a tenere accesa la speranza che alcuni di questi dinosauri vivano ancora tra di noi.

Di sicuro è esistito al tempo dei dinosauri ma della sua presenza non è ancora molto certa, gli studi fatti ed i vari reperti sono difficili da studiare e da valutare ma dato che arrivano ancora delle segnalazioni è ancora tutto da valutare con attenzione.