Category Archives: Fatti attuali

Il flop del programma Garanzia Giovani

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Il 1° maggio si è festeggiato il secondo anno di vita del programma europeo Garanzia Giovani. Ma da festeggiare sembra ci sia davvero poco.

In questi mesi il suddetto progetto ha coinvolto un milione di partecipanti con una spesa di

1,5 miliardi di euro: un numero senza pari se facciamo riferimento allo storico delle politiche del lavoro del nostro Paese.

Visti gli scarsi risultati il numero degli iscritti comincia a decrescere giorno dopo giorno: ad oggi la cifra è di 879 mila. Tra questi, 659 mila hanno sostenuto un colloquio con il Centro per l’impiego di riferimento e hanno siglato un patto di servizio.

Se già l’iscrizione al programma ha regalato una prima speranza, la firma del patto non ha fatto altro che aumentare le aspettative di ognuno di loro, inducendoli a pensare di aver trovato finalmente un lavoro serio e duraturo.

Dobbiamo,invece, constatare il contrario. Non che il piano europeo dovesse essere un lascia- passare per un impiego sicuro, ma è difficile immaginare che gli stage e i tirocini offerti incidano realmente sul loro futuro.

Queste considerazioni vanno poi rapportate alle diverse Regioni italiane, dove la disuguaglianza di possibilità e offerte regna sovrana.

Bene la Lombardia

L’unica ad aver registrato un buon esito è la Lombardia: un giovane su due è stato assunto con un contratto ben regolamentato.

Diversamente, molte Regioni del Sud, pur avendo un grandissimo numero di iscritti, non possono vantare altrettanti risultati. Uno scenario preoccupante che rischia di condannare i giovani ad una perenne precarietà.

Arrivano le buste arancioni

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Un po’ disorientati dalle proposte e dalle discussioni sulle previdenza, gli italiani a breve riceveranno le buste arancioni dell’Inps che certificano i rischi per i dirigenti autonomi e i dipendenti privati.

Sei un manager cinquantenne con alle spalle 25 anni di onorata carriera? Allora la tua pensione sarà poco più del 60% del tuo ultimo stipendio.

Sei un professionista autonomo sui 40 con 10 anni di attività? Bhè, in questo caso la tua pensione coprirà solo il 41% della somma finale.

Buste arancioni INPS

Questo è quello che rivelano in questi giorni le buste arancioni a circa 8,5 milioni di lavoratori sulla base di difficilissimi, quasi occulti, calcoli dell‘Inps nei quali finisce dentro anche l’andamento del Pil.

Allora, per intenderci: chi avrà una crescita lenta dello stipendio nel corso degli anni, avrà un assegno che coprirà il 70% dell’ultima retribuzione, chi invece avrà una carriera più dinamica incasserà una somma molto più bassa.

Con tutta questa confusione, le suddette buste sono state accolte con molte polemiche, soprattutto perchè la previsione si basa su un Pil dell’1,5% , molto ottimista se si fa riferimento agli ultimi 10 anni.

Gli esperti dicono: «Tutte sciocchezze!». Affermano che ciò che conta non è tasso di crescita del Pil ma che lo stipendio avanzi più o meno velocemente. E giù critiche!

Beati voi che pensate alle pensioni, noi, quelli degli anni ’80 che ci andranno a 75 anni (se ci andranno!), non possiamo far altro che concentrarci sul lavoro, precario e poco remunerativo.

Idee sposa 2016

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Sei alle prese con l’organizzazione del tuo matrimonio e sei frastornata dalle troppe decisioni che devi prendere? Eccoti qualche piccolo suggerimento per renderti la vita più facile.

Le fedi, il simbolo dell’unione per eccellenza è cambiato. A linee classiche e lisce, oggi gli sposi preferiscono anelli più lavorati con dettagli che richiamino il gioiello del partner. Quindi prestate attenzione al colore del metallo, dal classico oro giallo a quello bianco rodiato, dal rosa sabbiato all’argento lucido.

Per rimanere in tema gioielli, scegli orecchini che ti illuminino il volto. Perchè orecchini?

Perchè sono gli unici bijoux con i quali puoi osare, di solito i collier difficilmente stanno bene con l’abito. Preferisci l’oro bianco e le pietre che riflettono la luce. Se hai optato per un’acconciatura semiraccolta dei lunghi pendenti impreziosiranno il tuo look.

Non te l’aspetti, ma l’ultimo trend prevede l’abito corto. Sposarsi con un abito al ginocchio valorizza la figura e dona un tocco di originalità. Se sei minuta il minidress sarà perfetto, però ricorda di bilanciare questa lunghezza mini con un copricapo ricco, un velo voluminoso o un fermaglio artistico.

La scarpa ideale, prima, era la classica decolletees bianca con un tacco non troppo alto. Oggi, puoi indossare le calzature che preferisci: dalle ballerine ai sandali gioiello tutto è OK. Quest’anno andranno bene anche le espadrilles bianche con la zeppa, adatte alle più anticonformiste.

Non dimenticarti dell’intimo. Per la prima notte di nozze scegli una lingerie bianca, elaborata ma non eccessiva. Deve essere elegante e raffinata ma anche sensuale. Il pizzo è il protagonista.

Sala e la difficile eredità di Expo

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L’ex commissario di Expo Giuseppe Sala, candidato sindaco di Milano per il centrosinistra, è impelagato in diversi problemi finanziari legati proprio agli aspetti economici e gestionali di Expo 2015.

Con Expo2015 spa in liquidazione, nonostante le numerose domande sul bilancio definitivo mai accolte, la riconversione del luogo espositivo è diventata un affare di ArExpo, fino a ieri proprietaria solo dei terreni.

Il nuovo socio di maggioranza è lo Stato, che garantirà l’eccezionale somma di 40 milioni di euro, ma anche il comune di Milano dovrà sborsare la sua quota perchè in possesso del 25% della società.

In breve, per rimediare ai buchi di Sala manager e commissario, serviranno i soldi di Sala sindaco con l’aiuto di Renzi, e quindi di denaro pubblico. Il nostro.

Per ora sono giunti a destinazione 16 milioni per garantire il Fast post, cioè una serie di manifestazioni per rendere utilizzabile fin da subito una parte del sito.

Hanno ospitato, prima, un’esposizione internazionale di design curata dalla Triennale, e si proseguirà, poi, con la realizzazione di un orto botanico e di spazi verdi.

Desta qualche preoccupazione, però, lo smantellamento del sito, che dovrebbe terminare a giugno ma, a ben vedere, i lavori sono appena al 40%.

Inoltre, la campagna elettorale non fa altro che rallentare il tutto e ritardare ogni decisione.

Ad accentuare il nervosismo sulla questione, ci pensa l’ipotesi di rendere stabile, o perfino incrementare, la presenza di 100 migranti nell’area del campo base, la cittadella che in passato ospitava gli operai. Per adesso, nulla è confermato.

Adesso al cinema: marzo-aprile 2016

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Se hai voglia di vedere un film al cinema, adesso nelle sale ne troverai due molto diversi tra loro: uno è The Divergent Saga: Allegiant con Shailene Woodley e l’altro Ave Cesare! con George Clooney.

The Divergent Saga: Allegiant

Il terzo episodio della serie tratta dai romanzi di Veronica Roth, al cinema dal 9 marzo, sembra sia quello più ricco di colpi scena.

Tris (Shailene Woodley), la divergente, chiamata così perchè non appartiene a nessuna delle classi in cui è strutturata la società dominata dagli Eruditi, per salvarsi la vita organizza una fuga segreta con il suo fidanzato Quattro ( Theo James) oltre le mura della città.

Nel film vedremo anche Naomi Watts nel ruolo della ribelle Evelyn. Entusiasta del suo personaggio, definisce il film un racconto di chi è riuscito a sopravvivere nonostante i drammi che ognuno di noi si porta dietro nella vita.

Ave Cesare!

Ethan e Joel Coen portano sul set un cast stellare ed una storia, come dire, surreale.

Siamo a Los Angeles negli anni ’50. La star Baird Whitlock ( George Clooney) sta girando un film ambientato nell’antica Roma quando viene rapito.

Sarà il detective Eddie Mannix (Josh Brolin) a seguire le tracce e a riportare a casa il povero malcapitato.

Nella pellicola saranno presenti anche Scarlett Johansson, Tilda Switon e Channing Tatum.

Per Clooney, questo è il quarto film con i fratelli Coen: ad un loro accenno il suo divertente consenso. Ormai non legge nemmeno più il copione: sa che sarà un ruolo da stupido, ed è proprio questo ad entusiasmarlo ogni volta.

Una giacca ed è subito primavera

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Un capo sempre di moda e ideale per la stagione in arrivo: scopriamo tutte le sue varianti.

Tipi di giacca

Il giubbotto da tifosa, sportivo e comodo sta benissimo con una t-shirt e una gonnellina stile liceale. Se, invece, cerchi un accostamento più misurato, allora, pantaloni blu e maglietta saranno perfetti.

Il chiodo femminile di pelle non potrà per niente al mondo mancare nel tuo guardaroba. L’istinto è quello di accostarlo ad un look piuttosto duro: prova, invece, ad abbinarlo ad una maglia a righe sottili o con una stampa colorata, e dei jeans aderenti. Sarai casual ma very chic.

Il cappottino bon ton: il suo taglio sobrio lo rende adatto ad un outfit elegante. Scegli un abitino al ginocchio, avvitato e con lo scollo a barca. Vuoi essere meno signora? Jeans e maglioncino andranno bene ugualemente.

Il bellissimo trench retrò nel classico color beige è un capo molto versatile. Per un tocco di classe abbinalo ad un pantalone ampio ed accessori in tinta. Otterrai un completo pratico ma molto ricercato.

Il doppiopetto militare. Quasi sicuramente ne avrai già uno: di solito è una giacca quotidiana e battagliera ma con un abito aderente e un tacco 10 avrai una nuova interpretazione di un grande classico.

L’impermeabile morbido, con cinta in vita e maniche risvoltabili: è leggero e destrutturato. Rendilo più femminile con una gonna in pizzo e un maglioncino che ne riprenda il colore.

Ai piedi una scarpa sobria, con un tacco basso di giorno e non altissimo di sera.

Il canone Rai in bolletta: giusto o sbagliato?

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Il canone Rai in bolletta è l’ultima trovata del governo Renzi per rendere il pagamento obbligatorio per tutti. Dal punto di vista giuridico, è considerata, una norma totalmente sbagliata che potrebbe, quasi sicuramente, scatenare un putiferio. Le polemiche non si placano.

Infatti, questo nuovo meccanismo mischia due ambiti completamente diversi, violando ogni principio di proporzionalità e giustizia. La bolletta della fornitura di energia elettrica, è una tariffa, cioè il corrispettivo per l’erogazione di un servizio di cui abbiamo usufruito.

Il canone Rai, invece, è un imposta nonostante venga spacciato per canone di abbonamento, perchè quando fu istituito nel 1938, lo Stato obbligava a pagare la quota anche a chi viveva nella zone in cui la Rai non arrivava nemmeno. E’ impossibile, quindi, inquadrarlo come la remunerazione di un servizio.

Confondere tariffe per imposte comporta numerosi problemi, tra cui: cosa succede se non si paga? Ci tolgono «legittimamente» la corrente?

Vi è poi l’obbligo, per chi non vuole pagare il canone, di autocertificare, sotto responsabilità penale, di non possedere alcuna televisione. Tutto questo per combattere l’evasione fiscale, dicono. Quindi in Italia, un cittadino può nascondere un castello, svariate auto di lusso e uno yacht, ma non un televisore.

Forse ci si aspettava che il «rivoluzionario» Renzi, si comportasse diversamente. Magari eliminando del tutto quest’imposta sul servizio pubblico televisivo che risale all’epoca del fascismo, e che ancora oggi paghiamo, nonostante ci siano tanti altri canali gratis e più che soddisfacenti.

Fatti salienti del 2015

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Quest’ultimo è stato un anno di ricco di eventi positivi e negativi, alcuni davvero catastrofici, come il terremoto in Nepal o le stragi di Parigi.

Il comune denominatore fra tutti i mesi del 2015 è stata l’emergenza profughi: quasi ogni giorno c’è stata una nuova tragedia in mare. E come se non bastasse, da quest’ anno le orde di profughi sono giunte anche via terra trascinandosi da un confine all’altro prima della loro chiusura. Ma l’immagine del piccolo Aylan, il bimbo siriano trovato morto su una spiaggia turca, ha pietrificato il mondo.

In Francia si è chiuso il 21° Summit mondiale sul clima, i cui propositi sono quelli di fronteggiare l’emergenza inquinamento del pianeta, staremo a vedere.

Isis

L’Isis avanza imperterrita e feroce: il 13 novembre ha colpito Parigi e così, tutta l’Europa, minacciando la libertà e la serenità dell’intero Occidente. Da allora siamo in guerra e questo stato di allerta continuerà per chissà quanto altro tempo ancora.

Sport italiano

Notizie positive: la finale degli U. S. Open Vinci -Pennetta. Una finale tutta italiana in terra americana. Roberta Vinci batte in semifinale Serena Williams, e Flavia Pennetta ha trionfato sull’amica in finale.

Giubileo

Il papa, in barba ai moralisti che volevano annullare il Giubileo, ha continuato per la sua strada dando inizio all’Anno Santo, persino, 10 giorni prima in Africa durante una sua visita nella Repubblica Centrafricana.

Matrimoni gay

L’Irlanda ha detto sì ai matrimoni gay, e la regina Elisabetta d’Inghilterra ha festeggiato il record di regnante più longeva del Regno Unito.

Emma Marrone in continua ascesa

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Nel 2016 Emma porterà in tour il nuovo album Adesso: questa si che sarà una prova importante per la bella cantante pugliese.

Due anni dopo il triplo disco di platino per l’album Schiena, Emma torna a raccontarsi in 13 nuove canzoni, che per la prima volta la vedono presente al 100% nel suo lavoro. Infatti, ha curato l’intero iter musicale: è autrice ed interprete, arrangiatrice e produttrice.

Davvero una grande sfida per una giovane cantante, ha appena 31 anni. Si è occupata della produzione insieme a Luca Mattioni, consegnando l’album alla casa discografica sei mesi fa.

“Adesso”, il punto di partenza di Emma

A chi le dice «Brava, ma potevi fare di più»  lei rispode «E’ vero» , sicura che Adesso sia solo un punto di partenza non un traguardo.

Per questo lavoro la Marrone ha collaborato con grandi nomi italiani.

Facciamola più semplice è firmata da Giuliano Sangiorgi, mitica voce dei Negramaro;

Io di te non ho paura di Zibba è nata con un’ impronta cantautorale, ma lei l’ ha trasformata in una hit elettronica, sorprendendo entrambi.

Nel brano Per questo paese c’è, scritto con Amara, Emma diventa socialmente impegnata: racconta l’Italia attraverso gli occhi di due donne che vogliono cambiare il mondo.

Se c’è una cosa che si rimprovera più di altre è la sua grande severità con se stessa. Pretende molto, ma ottiene molto. In fondo, però, rimane sempre una ragazzina impunita e ribelle che non si pente degli errori commessi, perchè convinta che siano proprio quelli a migliorarci giorno dopo giorno.

Quello che ancora non sapevamo sul Giubileo

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Inaugurato il 29 novembre nella Repubblica Centroafricana da papa Francesco, l’Anno Santo aprirà ufficialmente le sue porte a Roma martedì 8 dicembre.

L’anticonformista papa Bergoglio, non ha pensato neanche per un attimo di rinviare l’evento viste le minacce terroristiche e la paura globale. Lo slogan «Misericordiosi come il Padre» invita ad accogliere tutti, credenti, atei, persone di altre fedi e persino chi va solo per curiosare. Non sarebbe una novità.

Numeri e dati sul Giubileo

Si stima che 25 milioni di fedeli giungeranno a Roma durante il Giubileo, ma non tutti sanno che per la prima volta tutte le diocesi potranno avere le loro porte sante nelle cattedrali e nei santuari scelti dal vescovo locale.

Nel Lazio sono stati ripristinati 4 antichi percorsi di pellegrinaggio: la via Francigena nord e sud, il Cammino di San Benedetto e quello di San Francesco.

Durante l’Anno Santo, che si concluderà il 20 novembre 2016, e più precisamente nel mese di febbraio saranno esposte nella basilica di San Pietro le spoglie di San Pio da Pietrelcina e di San Leopoldo Mandic. Sembra sempre più probabile, poi,  la canonizzazione della beata Madre Teresa di Calcutta prevista per il 4 settembre prossimo.

Per motivi di sicurezza è obbligatorio prenotare il passaggio della Porta Santa: dopo la registrazione online si riceverà un pass gratuito.

L’intento di questo Giubileo è muoversi sulle tracce dei santi, da Francesco a Rita, in nome dell’indulgenza e del perdono: per riceverli occorrerà confessarsi,partecipare alla Messa, pregare tanto e fare del bene. Non risparmiarsi in nulla. Per chi crede, quest anno sarà l’anno della rinascita spirituale, proprio come spera papa Francesco.