Potenziamento scuola primaria: ecco a chi spetta farlo e in che modo

Il potenziamento nella scuola primaria è una sessione educativa e didattica individualizzata pensata appositamente per quel bambino. Questa promuove il processo di apprendimento dell’alunno, e favorisce il pieno sviluppo di tutte le sue potenzialità.

Si tratta di un servizio che spetta a ragazzi con problemi di apprendimento, e viene gestito da personale esperto o insegnanti di sostegno. Serve ad evitare che il ragazzo si chiuda in sé stesso, e che non si senta all’altezza delle richieste della scuola. Quando un bambino ha problemi di apprendimento, infatti, inevitabilmente ha problemi di autostima, ed il rischio è quello di innescare un senso di inadeguatezza nel bambino, che non può essere risolto.

Devono, quindi, essere risolte queste problematiche con un pedagogista o un insegnante di sostegno che aiuti il bambino laddove vi sono difficoltà. Il ragazzo in questione potrebbe, infatti, avere problemi di dislessia, discalculia, disortografia, deficit di attenzione, e problemi motivazionali nello studio.

A chi è rivolto il programma di potenziamento nella scuola primaria

Il programma è rivolto a tutti quei ragazzini che mostrano problemi nell’apprendimento. Viene erogato per i DSA, ovvero chi ha disturbi specifici nell’apprendimento, tra cui dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia. Viene proposto anche per i BES, ovvero chi ha bisogni educativi speciali, e chi ha difficoltà emotive. Questi ultimi sono quei ragazzi che hanno poca motivazione nell’apprendimento, e che hanno un rifiuto davanti ai compiti in classe.

Nel caso di problemi di autostima, senza che vi siano, tuttavia, problemi specifici di apprendimento, la scuola valuterà il caso specifico. I genitori potrebbero comunque optare per un programma di potenziamento privato.

Cosa succede durante il potenziamento

Durante il potenziamento, il bambino viene seguito da un esperto, e viene invitato a lavorare nei suoi disturbi. Si tratta di un vero e proprio intervento di natura pedagogica e didattica, atto a rendere il ragazzo più autonomo nell’apprendimento. Il programma promuove, quindi, l’acquisizione di abilità e competenze per migliorare il suo sviluppo cognitivo e il suo apprendimento. L’alunno viene affiancato nello svolgimento dei compiti, e viene stimolato a fare sempre meglio. Si lavora quindi sull’autostima. Il lavoro educativo, quindi ha lo scopo di superare le difficoltà incontrate.

Gli strumenti didattici utilizzati variano in base all’obiettivo prefissato. Questi strumenti possono essere:

  • il PAS
  • il sistema Co. Cli. Te.
  • schemi concettuali
  • mappe mentali

Si tratta comunque di un lavoro empatico, che deve essere svolto in un contesto di relazione educativa, didattica, e stimolante.

L’intervento dura un’ora a settimana, o nei casi più gravi è possibile aumentarne la frequenza.