Monthly Archives: June 2016

Quanto incassano i Comuni italiani con le multe?

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Vi è una multa per ogni tipo di contravvenzione al regolamento stradale: ma quanto incassano i Comuni italiani ogni anno con le multe agli automobilisti?

Sembra siano essere cifre da capogiro. Il quotidiano di Confindustria ha reso pubblica la classifica che smaschera i reali introiti delle amministrazioni comunali.

Prima fra tutte è Milano che, grazie alle multe dello scorso anno, ha incassato ben 132 milioni di euro, corrispondenti ad una media di 170 euro per patentato.

In seconda posizione troviamo Firenze con un’entrata di oltre 35 milioni di euro, pari ad una media di 145 euro per patentato. Al terzo posto vi è Bologna che ha apportato alle sue casse pubbliche più di 34 milioni grazie alle sanzioni piovute qua e là.

Dati sorprendenti arrivano anche da alcune città venete che, tramite i verbali degli agenti ausiliari, hanno racimolato cifre davvero consistenti. Rovigo, Treviso e Venezia hanno tutte una media di incasso di 125 euro per automobilista, segno inequivocabile che il Nord-Est Italia sia disseminato di autovelox in ogni dove.

Al centro-sud la situazione sembra complessivamente più distesa con cifre più umane.Stranamente l’affollata e caotica Roma è al 14° posto con una media di 88 euro per patentato.

All’ultimo posto della classifica è da segnalare Caserta, con un’insolita quanto improbabile media di 0,60 centesimi di euro per patentato: si pensa a qualche intoppo nella contabilità.

E poi i sindaci dicono che «le multe non servono a far cassa»!

Il flop del programma Garanzia Giovani

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Il 1° maggio si è festeggiato il secondo anno di vita del programma europeo Garanzia Giovani. Ma da festeggiare sembra ci sia davvero poco.

In questi mesi il suddetto progetto ha coinvolto un milione di partecipanti con una spesa di

1,5 miliardi di euro: un numero senza pari se facciamo riferimento allo storico delle politiche del lavoro del nostro Paese.

Visti gli scarsi risultati il numero degli iscritti comincia a decrescere giorno dopo giorno: ad oggi la cifra è di 879 mila. Tra questi, 659 mila hanno sostenuto un colloquio con il Centro per l’impiego di riferimento e hanno siglato un patto di servizio.

Se già l’iscrizione al programma ha regalato una prima speranza, la firma del patto non ha fatto altro che aumentare le aspettative di ognuno di loro, inducendoli a pensare di aver trovato finalmente un lavoro serio e duraturo.

Dobbiamo,invece, constatare il contrario. Non che il piano europeo dovesse essere un lascia- passare per un impiego sicuro, ma è difficile immaginare che gli stage e i tirocini offerti incidano realmente sul loro futuro.

Queste considerazioni vanno poi rapportate alle diverse Regioni italiane, dove la disuguaglianza di possibilità e offerte regna sovrana.

Bene la Lombardia

L’unica ad aver registrato un buon esito è la Lombardia: un giovane su due è stato assunto con un contratto ben regolamentato.

Diversamente, molte Regioni del Sud, pur avendo un grandissimo numero di iscritti, non possono vantare altrettanti risultati. Uno scenario preoccupante che rischia di condannare i giovani ad una perenne precarietà.