La medicina della persona

La «medicina della persona», è la nuova visione della medicina che prende in cura una «persona» non solo un «paziente». Ne è fermamente convinto il professor Umberto Veronesi, medico dell’Istituto europeo di oncologia e presidente della Fondazione Veronesi.

Nel suo nuovo saggio, scritto con Gabriella Pravettoni, «Senza paura» , esorta i malati e le loro famiglie ad affrontare la malattia come un evento, sì, terribile ma da cui poter imparare qualcosa. Al cancro non basta sopravvivere, occorre elaborarlo, come un vero e proprio lutto, accettarlo e combatterlo con tutte le forze, fisiche e mentali.

Forza interiore

Nonostante, oggi, del carcinoma al seno, si guarisca nel 95% dei casi, la parola tumore è sinonimo di morte, di dolore, di sofferenza. Ma dopo un iniziale smarrimento, una profonda angoscia, bisogna far appello alla nostra forza interiore, che nella maggior parte dei casi non sappiamo nemmeno di avere, così profonda, così determinata.

Chi supera bene un’esperienza del genere, cambia, non è più la stessa persona di prima.

Le sue priorità sono diverse, la sua visione della vita è diversa: ogni giorno è un giorno nuovo da dover esser vissuto a pieno, godendo di ogni suo attimo, celebrando la vita.

Da anni, il professor Veronesi, si batte per quella che lui ha battezzato «medicina della persona», affermando che gli ospedali devono curare corpo e mente dei propri pazienti, perchè la mente e l’umore sono fondamentali per una guarigione completa. Se la malattia rimane in qualche angolo del cervello tornerà, negli anni, ad inquietare e tormentare la persona, creando angosce e paure, inutili ed infondate.