Polizza infortuni conducente: come funziona?

polizza auto conducenteLe polizze furto incendio, cristalli e kasko ( così come la tradizionale RC Auto) prevedono un risarcimento dalla compagnia assicurativa solo in caso di danni al veicolo, e non alla persona all’interno dell’autovettura al momento dell’incidente. Tuttavia, se si vuole ricevere un indennizzo per danni subiti alla propria persona, è indispensabile stipulare una polizza “infortuni conducente”.

Essa copre, in genere, infortuni molto gravi, morte (indennizzo riscosso dagli eredi) e invalidità permanente (oltre alla copertura di tutte le spese sanitarie relative al danno subito) mentre sono escluse dall’indennizzo le invalidità minori come ad esempio il classico colpo di frusta; il risarcimento è previsto sia in caso di responsabilità del conducente che di terzi, sia per cause accidentali.

Nella maggior parte dei casi, a stipulare tale polizza sono i padri di una famiglia monoreddito, che si servono dell’auto per lavoro e che, naturalmente, cercano di tutelare i propri cari in caso di incidente stradale che può portare ad una grave invalidità o nel peggiore dei casi alla morte.

Alcune compagnie, inoltre, negano un risarcimento in caso di guida in stato di ebrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, altre su alcune tipologie di infortunio: ogni compagnia assicurativa prevede clausole che, ovviamente, vanno lette con attenzione prima di stipulare un contratto.

Ogni polizza infortuni conducente, inoltre, include un massimale (una soglia di indennizzo oltre la quale la compagnia non risarcisce il danno) che varia a seconda della compagnia assicurativa con cui viene stipulata. Generalmente, è presente una franchigia (la parte di danno che resta a carico dell’assicurato) che va dal 3% al 5%.
Nel contratto dell’assicurazione auto, molto spesso, sono previste delle penali che riguardano il non utilizzo della cintura di sicurezza o del casco, la guida in stato di ebbrezza e altre eventualità che possono portare al mancato pagamento del risarcimento.